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Residenza Case Canini

Storia di Favignana.

Favignana è la sorella maggiore delle Egadi (19 km2). A ragione Salvatore Fiume, in un famoso manifesto degli anni '70, la rappresentò come una grande farfalla. Essa, infatti, distende il suo corpo allungato su un piatto tavolato calcareo, dominato al centro da una zona montagnosa che raggiunge con Monte Santa Caterina la massima altezza (314 m.), e dispiega le sue ali ad est e ad ovest su due zone pianeggianti denominate rispettivamente il Bosco e La Piana. Il centro vitale dell'Isola è situato nella Piana.
Le ricerche archeologiche hanno dimostrato che uomini preistorici hanno abitato Favignana. Le molte grotte presenti sull'Isola costituivano per loro una casa comoda e sicura e sulla nuda roccia restano incisi i segni delle loro avventure.
I primi ad interessarsi a Favignana furono i Cartaginesi. A causa loro, gli abitanti dell'Isola
assistettero, attoniti ed impotenti, alla cruenta battaglia delle Egadi, nel 241 a.C., che concluse la prima guerra punica. Cala Rossa porta ancora nel nome il ricordo di quel terribile scontro. La leggenda vuole, infatti, che sia stata chiamata così a causa del copiosissimo sangue versato dai contendenti nel corso della battaglia. La fortuna e la prosperità dell'Isola nei secoli non furono dovute a giacimenti ed altre ricchezze ma ad un pesce: il tonno. Tutti i dominatori dell'Isola, Romani Arabi Svevi Normanni Angioini, furono consapevoli di questo tesoro che il mare di Favignana celava e seppero sfruttarlo e valorizzarlo migliorando e sviluppando sempre più le tecniche di pesca. A queste grandi civiltà e dinastie seguirono potenti famiglie che possedettero l'Isola per secoli fino a quando arrivarono i Florio, ricchi benefattori, che, nel 1874, acquistarono tutte le Egadi. Grazie ai Florio la pesca del tonno e la tonnara divennero una vera e propria istituzione. La mattanza (così è chiamata la pesca del tonno) fece parte del patrimonio genetico degli isolani e delle loro radicate tradizioni. Per loro il tonno è vita e ricchezza. Tant'è vero che per dire a
qualcuno che ha fatto un buon affare si usa dire pigghiasti lu tunnu (hai pescato il tonno).
La storia del tonno e della mattanza sono ricordate ora dagli stabilimenti ove veniva trattato ed inscatolato il tonno appena pescato, completamente ristrutturati ed aperti al pubblico, assolutamente da visitare.

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